Il Corteo Storico

Partenza dal Campo Sportivo

Percorso: Viale Mazzini, Via S. Sebastiano, Viale Eustacchio, Via C. Battisti, Via Massarelli, ,Chiesa di Sant’Agostino, Via N. Sauro, Via Garibaldi, Piazza del Popolo. Qui alla presenza del magnifico Messer ONOFRIO SMEDUCCI, sfileranno tutti i Signori dei castelli allora sottomessi alla famiglia Smeducci. Il Capitano d’armi insieme con gli Sbirri, andranno a prendere i Consoli e Priori, in attesa nel palazzo comunale, quindi li condurrà ad ossequiare il Magnifico Signore Messer ONOFRIO SMEDUCCI. Omaggio della delegazione di ACQUAVIVA PICENA. Gli Atleti, disposti su due file, attenderanno di fare il giuramento di fedeltà alle gare sulla spada del Capitano d’armi. Il giuramento avverrà dopo la lettura del bando da parte del Console, e la lettura del giuramento di lealtà ai giochi letto dal Priore. Gli Arcieri del Palio accenderanno la scritta PALIO 2008 con la freccia incendiaria. Saranno presenti i Musici e figuranti di Sarnano, della Margutta di Corridonia e di Montecassiano.

 

 

La Festa del Patrono

di San Severino Marche
 

Che il popolo sanseverinate abbia nutrito nei secoli una particolare venerazione verso il suo patrono S. Severino, da cui ha mutuato il nome stesso, è cosa ovvia e testimoniata dalla storia. È tradizione ininterrotta, suffragata da storici degni di fede, che la festa popolare del santo patrono ebbe origine nell’anno 1197 (altri dicono 1198), il giorno 8 giugno, quando la chiesa di S. Severino dove si veneravano le spoglie del Santo venne consacrata con l’intervento di dodici vescovi.Di poi, ogni anno, secondo che ordinavano gli antichi pontificali, la data della consacrazione venne solennizzata col concorso di tutti i cittadini e degli abitanti del contado in un misto di sacro e profano. Abbiamo memoria fin dalla metà del XIII secolo che tale festa si svolgeva annualmente nel mese di giugno,
poi nel 1308 il Comune deliberò di far bandire pubblicamente una fiera di diverse merci che si sarebbe tenuta il sabato 8 giugno e la sera del venerdi precedente nella piazza avanti alla chiesa di S. Severino, e soprattutto stabilì di precettare i castelli del territorio a portare in dono alla chiesa alcuni grossi ceri. Naturalmente il Capitolo della Collegiata prima, il Capitolo della Cattedrale poi, non lesinarono spese per dare alla ricorrenza anniversaria quella solennità che la fede di quei tempi esigeva. Suggestivo e pittoresco doveva essere il trasporto della statua del santo dalla chiesa del Castello al Borgo sottostante. La statua fu dapprima di legno, poi d’argento donata nel 1390 da Onofrio Smeducci signore di Sanseverino ed infine rifusa di nuovo in nobile forma nel 1659 e che ancora è conservata nella cattedrale. La popolazione sanseverinate non ha mai tralasciato di ricordare la festività di giugno del santo patrono, che gli antenati avevano loro lasciato quale preziosa eredità di fede, e a questa partecipazione si univano le autorità cittadine, secondo quando stabiliva lo Statuto municipale compilato nel 1427. Ma il popolo assisteva più volentieri ai giochi che, dopo le solenni cerimonie religiose al castello, il Comune offriva e che si svolgevano di solito nella Piazza detta del mercato. Notiamo tra gli altri il gioco dell’anello che consisteva nel prendere di mira, correndo, un anello d’argento o di rame argentato infilato in una corda, il gioco della balestra il cui bersaglio era una rotella con un segno nel mezzo detto brocco, quello della quintana,
un pupazzo di legno che serviva da bersaglio nella giostra, ed infine la corsa del palio con i cavalli berberi.
Questi giochi ebbero vita per oltre tre secoli e si trasformarono in seguito, secondo i gusti dei tempi, in grandiose architetture scenografiche in piazza, in spettacolari fuochi d’artificio, in rappresentazioni sceniche in poesia ed in musica eseguite nel teatro, in solenni ricevimenti, in parate militari. Dopo l’Unità d’Italia la festa ebbe un lungo periodo di stasi, ma in tempi più recenti, grazie all’iniziativa dell’Associazione Palio dei Castelli, sono state riportate in vita antiche cerimonie come l’offerta dei ceri e soprattutto una gara in costume denominata “Corsa delle Torri” che si svolge attorno alla piattaforma della Piazza del Popolo e che richiama turisti e visitatori in gran numero.

Raul Paciaroni